Fondi comuni di investimento

Fondi comuni di investimento

Tra le tante tipologie di investimento in cui puoi investire i tuoi risparmi ci sono il Fondi Comuni d’Investimento (FCI).

Se hai un basso capitale e puoi permetterti di fare piccoli investimenti mensili (PAC) questa tipologia di investimento potrebbe fare al caso tuo.

Ma cos’è un fondo comune di investimento. Quali sono le tipologie di fondi?  Quali sono i costi che devo sostenere? Quali sono i tassi di interesse che posso avere? Quali sono i rischi in cui posso incappare?

Andiamo ora ad analizzare questi punti principali.

Cos’è un Fondo Comune di Investimento

In pratica è uno strumento di investimento, gestito dalle società di gestione del risparmio (Sgr) che riunisce le somme di più risparmiatori e le investono, come un unico patrimonio, in attività finanziarie (azioni, obbligazioni, titoli di stato, ecc.) o in immobili, rispettando regole volte a ridurre i rischi.

Aderendo ai fondi di investimento in sostanza affidi i tuoi risparmi a degli esperti: saranno i professionisti che gestiranno il tuo investimento grazie alle loro conoscenze ed esperienza nel diversificare gli investimenti.

Al contempo, nel caso in cui il fondo non riesca a dare le performance previste, l’investitore si accollerà in maniera proporzionale le perdite accumulate dal fondo comune.

Classificazione dei Fondi

In fondi, a secondo del loro modo operativo sono classificati in due tipi. Fondi aperti e fondi chiusi.

i fondi aperti sono caratterizzati dal fatto che il loro patrimonio è variabile e rappresentano la forma di fondo più diffusa. Il loto patrimonio è variabile poiché lo stesso può aumentare se ci sono nuove sottoscrizioni oppure diminuire se vengono richiesti dei rimborsi delle quote. dei rimborsi delle quote.
Il valore del singolo patrimonio viene calcolato giornalmente in base ai prezzi di mercato dell’intero portafoglio ed al numero di quote esistenti in quel preciso giorno.

A loro volta questi fondi vengono suddivisi in fondi armonizzati e fondi non armonizzati.

I fondi armonizzati sono quelli conformi alle direttive comunitarie n. 611/85 e 220/88 recepite nel nostro ordinamento con il Decreto Legislativo n. 83/92.

I fondi non armonizzati sono quelli che non rispettano i vincoli di quelli armonizzati e sono liberi di investire il loro patrimonio a proprio piacimento. Tra questi possiamo trovare i fondi speculativi, i fondi dei fondi e gli Hedge Funds.

Invece i fondi chiusi sono caratterizzati da un numero di quote ben definito ed invariabile nel tempo. Hanno quindi un capitale fisso le cui quote possono essere acquistate e riscattate solo alla loro data di scadenza.

Tipologie di fondi

A seconda del profilo di rischio/rendimento atteso possiamo trovare sul mercato diverse tipologie di fondi che possono essere suddivisi nelle seguenti tipologie:

Fondi azionari

I fondi azionari sono quei fondi che investono almeno il 70% del proprio portafoglio in azioni. Si tratta quindi di un tipo di fondo con rischio elevato soprattutto se si considera il breve termine. Sono adatti a chi vuol far crescere il proprio capitale in un periodo ti tempo medio-lungo

Fondi di liquidità

Questo tipo di fondi non potendo investire in Azioni e in strumenti privi di rating utilizzano tutto il loro patrimonio in liquidità ed azioni. Dato il loro rendimento molti simile a quello dei BOT Sono adatti per chi non può o non vuole investire sul lungo periodo avendo in cambio un rendimento stabile.

Fondi obbligazionari

A differenza di quelli azionari, questo tipo di fondi non può investire in azioni e quindi investono il proprio portafoglio in obbligazioni e liquidità. Sono adatti per chi vuole investire nel medio periodo (3-5 anni) ed hanno un rendimento maggiore ai fondi di liquidità.

Fondi bilanciati

Come dice stello la parola, questo tipo di fondi bilanciano i loro investimenti avendo nel proprio portafoglio un mix di azioni, obbligazioni e titoli di stato. Sono adatti a chi cerca un aumento del proprio capitale nel medio-lungo periodo (oltre 5 anni) con un rendimento potenzialmente superiore ai fondi obbligazionari

Fondi immobiliari

Sono fondi costituiti in forma chiusa, che possono investire il loro patrimonio in specifici beni, in prevalenza a carattere immobiliare.

Inoltre essi sono a capitale fisso, ovvero, una volta partito, il capitale del fondo resterà immutato fino alla sua data di liquidazione.

I fondi in questione generano il rendimento per i sottoscrittori attraverso le plusvalenze maturate sugli immobili

Hedge funds

Gli hedge fund sono un’altra tipologia di fondi chiusi e sono caratterizzati da una maggiore libertà nella scelta delle strategie di investimento da adottare.

Questi fondi investono in attività ad alto rischio utilizzando strumenti speculativi come le leve, l’arbitraggio e le vendite allo scoperto.

La soglia di ingresso per questi fondi è molto elevata e quindi non sono adatti a chi ha piccoli capitali.

Possono generare rendimenti molto elevati ma allo stesso momento anche perdite elevate.

Fondi di fondi

Sono fondi il cui portafoglio non è costituito da titoli ma e costituito da quote di altri fondi. Possono investire anche in quote di Hedge funds permettendo ai piccoli risparmiatori di avere un accesso a questi ultimi spesso preclusi a causa dell’elevata soglia di patrimonio in entrata.

ETF

ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund, un termine con il quale si identifica una particolare tipologia di fondo d’investimento o Sicav con due principali caratteristiche, ovvero è negoziato in Borsa come un’azione ed ha come unico obiettivo d’investimento quello di replicare l’indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva.

Quanto costa un fondo comune d’investimento

Fondamentalmente i costi di un fondo comune si dividono in due categorie ed ovvero, costi indiretti e costi diretti.

Costi indiretti

Il costo indiretto è il costo che viene sostenuto in maniera indiretta dai sottoscrittori, e che viene decurtato quotidianamente dal valore delle quote dei fondi.

Appartengono a questa categoria di costi le spese per la gestione del fondo e alle commissioni di incentivo, o ancora alla remunerazione della banca depositaria e altri oneri residuali.

Nel loro insieme tali oneri sono ribattezzati Total Expense Ratio (TER).

Costi diretti

Il costo diretto è il costo che viene sostenuto dall’investitore, e che include le commissioni di ingresso e di uscita dal fondo.

Le commissioni di ingresso vengono pagate al momento della sottoscrizione delle quote, e le commissioni di uscita al momento del riscatto.

In via di massima, le commissioni di ingresso decrescono con l’aumentare dell’entità dell’investimento, mentre le commissioni di uscita diminuiscono in funzione del periodo di permanenza del fondo.

Sottoscrizione

I fondi possono essere sottoscritti in due modalità che vengono normalmente riconosciute con due sigle dette PIC e PAC.

Il PIC permette l’investimento in un’unica soluzione mentre il PAC attraverso un piano di accumulo del capitale.

A seconda delle proprie esigenze è possibile scegliere la tipologia di sottoscrizione anche se solitamente la tipologia più diffusa è il PAC dato che la maggior parte delle persone riesce a risparmiare un solo un po’ alla volta.

Vantaggi e svantaggi

I principali vantaggi che si hanno nell’investire in un fondo sono i seguenti:

  • Sono adatti ai piccoli investitori grazie alle piccole somme di accesso;
  • hanno generalmente portafogli ben diversificati;
  • sono regolamentati;
  • sono gestiti da professionisti

invece gli svantaggi sono dovuti in primis alla loro bassa redditività e alle spese di gestione che spesso intaccano gran parte di quello che si è guadagnato.

Tassazione

La tassazione viene applicata nel momento in cui i fondi vengono liquidati, ossia il cliente riceve i proventi del suo investimento.

Ai fondi comuni di investimento situati in Italia viene applicata un’aliquota del 26%, mentre ai fondi comuni situati all’estero viene applicata un’aliquota del 20%.

Vi è però una differenza tra i fondi armonizzati UE e quelli invece non armonizzati UE, dal momento che hanno due modalità differenti di tassazione.

Fondi armonizzati UE viene infatti applicata la tassazione nel momento in cui vengono distribuiti i proventi, quindi non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi.
Diversamente i fondi non armonizzati UE non hanno la tassazione per competenza, ma devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi.

In definitiva i fondi comuni di investimento sono uno strumento molto adatto per i piccoli investitori che vogliono utilizzare i propri risparmi senza tenerli fermi sul proprio conto corrente in cambio di piccoli redditi.